Living in a Box

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Qui si sfida il tempo. Si diventa agonistici.

La signora della Sera dedica ombra altrove.

Il Sergente Pepe radica in terra.

E tu, vittoriosa Paladina, sei riuscita in tutto senza chiedere aiuto.

Ma ora che la piressia va e viene e la testa gira, sei soddisfatta?

Giusto per fare chiarezza.

Il problema è che sei coriacea.

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Ma prima o poi quella Testuggine la squarci.

They Talk & They Talk

Sembrerebbe che il mio sguardo trasmetta disprezzo.

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Ed invece è semplicemente il residuo di una stagione che sopporto con difficoltà, e di altre preoccupazioni. Instabilità. Ma tu non ascolti. E la percezione è un processo ancora poco decifrabile. Delle volte succede che riesco a lasciare gli inganni alle spalle. A volte. E tutto sembra più lineare. Binario.

Ma questa è fiction.

RUSH

Avevo scarabocchiato qualcosa, qualche tempo fa,  di una primavera che non arrivava, dello stallo politico, e dei parassiti che senza conoscerti si infilano nella tua.  Vita.

E’ passato qualche tempo e se ne sono aggiunti altri. Un libretto che riempie la testa, che magari aiuta o semplicemente ammacca. E allora cacci via i pensieri. E l’unica soluzione che conosco è tuffarmici.

Arrivo ad un certo punto in cui penso che forse sto esagerando. E la paura di soffrire – ancora come allora – blocca totalmente la parola e il pensiero. E allora elemosino Vadevecum che restituiscano la calma e la lucidità.

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Vediamo che ne viene fuori.

Questa Primavera segna un punto definitivo con l’infanzia. Ora ne resta il ricordo.

E dei profumatissimi lillà.

Trying to keep the words from coming out

Sono nella mia macchina. Sedile posteriore.

Guida la mia borsa. Completamente aperta.

Cercando fresco dall’anch’esso finestrino aperto.

Tutti fermi al semaforo rosso.

Si avvicina una zingara.

Guardo il finestro fermamente aperto.

La borsa immobile.

Non mi muovo.

Si avvicina, con un ago di pino centra la mia borsa.

Poi scompare.

Io comincio a muovermi gettando acqua sul letto.

E poi.

Tu non mi parli. Perché pensi io sia arrabbiata.

Perché non riusciamo a giocare fino in fondo.

Ma il tuo gioco è diverso dal mio.

Capisco le provocazioni.

E ne capisco il peso.

Ma bisogna spaziare.